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Cavendish, volata d'autore

CAP FREHEL - Stavolta Mark Cavendish ha fatto da solo. Il treno della HTC, forse una scelta per non dare punti di riferimento, non dà una assistenza diretta allo sprint del britannico, che però non si perde d'animo: freddezza ed entrata nella mischia da solo, alla McEwen, conquista della scia dei primi, rimonta e spunto irresistibile piazzato ai 50 metri dal traguardo. Uno sprint d'autore, anche perché giunge in leggera pendenza, contro Philippe Gilbert - voglioso di rivincita dopo la sconfitta del giorno precedente - e lo spagnolo Josè Rojas, in gran forma e perfetto per situazioni del genere. A proposito della spagnolo, frizione verbale con Petacchi, accusato - ma è tutto da dimostrare - di una gomitata al fianco in piena volata. Ad ogni modo, il salto da accusatore ad accusato è breve: proprio Rojas si agita troppo nell'ambitissimo sprint intermedio, la giuria coglie e la sua bella maglia verde va a Philippe Gilbert.

COME ANQUETIL - Tornando al vincitore, il successo è a caratteri maiuscoli anche per un altro motivo: arriva per Cavendish la vittoria numero sedici al Tour, affiancato nella graduatoria di tutti i tempi un certo Jacques Anquetil. Ovvio, il discorso è il medesimo fatto quando Cipollini affiancò nel palmares del Giro d'Italia Alfredo Binda: è impossibile fare paragoni, c'è diversità in tutto, ma almeno dal punto di vista statistico la giornata è da cerchietto rosso.

TROPPE CADUTE - Detto che Thor Hushovd mantiene la maglia gialla, sempre a rischio visto il solo secondo di margine su Evans, l'altro fatto del giorno è rappresentato dalle cadute. Tante, troppe, praticamente tutte eccellenti: ne fa le spese più di tutti lo sloveno Brajkovic, sulla carta da primi dieci posti a Parigi e costretto al ritiro. Ma anche per Tom Boonen è un autentico patimento: il belga la gara riesce a chiuderla, pur con tredici minuti di ritardo, ma la parte finale, con la sola assistenza del compagno Engels (uno in più non ci stava male), è un calvario. Queste le cadute con conseguenze serie, ma sono da valutare Chavanel (in ospedale per controlli alla spalla) e Velasco per sospetta frattura alla clavicola. Ma la lista è talmente lunga da risultare angosciante e riguarda, tra gli altri, gente di classifica come Gesink, Sorensen (agganciato da una moto di un fotografo, esclusa dall'organizzazione), Wiggins, Leipheimer e Contador. Già, Contador. Fortunatamente per lo spagnolo solo momenti di paura: assaggia l'asfalto, non si fa niente e mantiene la freddezza per un comodo rientro con il gruppo dei big. I segnali però non sono granchè, visto che siamo alla seconda tappa su cinque con inconvenienti extratecnici. "E' stata una giornata difficile, di grande tensione - spiega lo spagnolo -. Sarà una nottataccia sicuramente, ma bisogna pensare al dopo. La situazione diventa sempre più difficile".

FINALE MOZZAFIATO - Insomma, questa gita lungo le coste della Bretagna tutto è, meno che una passeggiata. La interpretano in testa per oltre metà gara quattro uomini: Gutierrez (Movistar), Valentin (Cofidis), Turgot (Europcar), Delaplace (Saur). Il gruppo, che solitamente lascia fare fino ad una decina di km dall'arrivo, sbaglia i calcoli e li riprende con un certo anticipo. Un momento di stasi tattica che è terreno fertile per due attaccanti doc come Voeckler e Roy, quest'ultimo con il numero rosso della combattività. Il vento è a favore, prendono un minuto, dietro capiscono che non si può scherzare e li vanno a prendere. Protagonisti dell'inseguimento, quelli dell'HTC. Tutto lascia supporre un loro treno, invece Goss fa il classico 'buco' creando un momento di smarrimento in chi segue. "Lo ha fatto appositamente per evitare che fossi coinvolto in situazioni caotiche", spiega Cavendish. Fatto sta che la volata è un romanzo giallo che cambia finale in continuazione. Il 'colpevole' potrebbe essere Boasson hagen, che esce a tripla velocità agli 800 metri, poi è il turno di Hushovd, ma il norvegese parte troppo presto. Quindi c'è Gilbert, che su una leggerissima pendenza si inventa una cote, ma quando il campione belga sembra avercela fatta, Cavendish impone la sua legge.
 
ORDINE D'ARRIVO
1. Mark Cavendish (GBR/HTC) 164,5 km in 3h38:32. (media: 45,2 km/h)
2. Philippe Gilbert (BEL/OLO)  0:00.
3. José Joaquin Rojas (ESP/MOV) 0:00.
4. Tony Gallopin (FRA/COF) 0:00.
5. Geraint Thomas (GBR/SKY) 0:00.
6. André Greipel (GER/OLO) 0:00.
7. Sébastien Hinault (FRA/ALM) 0:00.
8. William Bonnet (FRA/FDJ) 0:00.
9. Daniel Oss (ITA/LIQ) 0:00.
10. Thor Hushovd (NOR/GRM) 0:00.
11. Cadel Evans (AUS/BMC) 0:00.
12. Andreas Klöden (GER/RSH) 0:00.
13. Arnold Jeannesson (FRA/FDJ) 0:00.
14. Stuart O'Grady (AUS/LEO) 0:00.
15. Jürgen Van den Broeck (BEL/OLO) 0:00.
16. Roman Kreuziger (CZE/AST) 0:00.
17. Rob Ruijgh (NED/VAC) 0:00.
18. Bradley Wiggins (GBR/SKY) 0:00.
19. Anthony Roux (FRA/FDJ) 0:00.
20. Nicolas Roche (EIR/ALM) 0:00.
CLASSIFICA GENERALE
1. Thor Hushovd (NOR/GRM) 17h36:57.
2. Cadel Evans (AUS/BMC) a 0:01.
3. Frank Schleck (LUX/LEO) 0:04.
4. David Millar (GBR/GRM) 0:08.
5. Andreas Klöden (GER/RSH) 0:10.
6. Bradley Wiggins (GBR/SKY) 0:10.
7. Geraint Thomas (GBR/SKY) 0:12.
8. Edvald Boasson Hagen (NOR/SKY) 0:12.
9. Jakob Fuglsang (DEN/LEO) 0:12.
10. Andy Schleck (LUX/LEO) 0:12.

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